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Scorci di vita da villaggio

Segui le riprese di Mandel e Bertrand in un villaggio secolare

Un’umile tortina di riso al vapore è stata la musa ispiratrice della progettista urbana francese Daphne Mandel e del fotografo canadese Guy Bertrand nella realizzazione di un documentario che racconta i cambiamenti di un villaggio centenario Hakka a nord di Hong Kong.

L’hanno realizzato su iPhone, con l’aiuto di app del calibro di Sun Seeker: Tracker & Compass, Monitor+ e Davinci Resolve. Ecco come.

Una città eclettica

Mandel e Bertrand adorano quanto questa città sia profondamente eclettica. Fare escursioni è il modo in cui a Mandel piace esplorare i posti, e questo le dà la possibilità, nel frattempo, di documentare le storie degli antichi paesini e dei loro abitanti. È da questa esperienza che è nata l’idea di realizzare un documentario su queste abitazioni tradizionali. Così ha iniziato a girare insieme a Bertrand, con l’aiuto del loro iPhone e di altri strumenti.

Hong Kong è una città di contrasti. I conflitti tra urbano e rurale, naturale e artificiale sono diventati la nostra fonte di ispirazione.
– Daphne Mandel e Guy Bertrand
Il cortometraggio Cha Guo documenta le storie di un villaggio Hakka nel nord dei Nuovi Territori.

Un connubio di tradizione e innovazione

Il villaggio di Kwu Tung è stato scelto come location per le riprese, soprattutto per i rapporti umani che hanno stabilito qui. Ogni volta che visitavano e parlavano con le persone del posto, ricevevano un invito in casa dove, tra un pasto e l’altro, condividevano storie.

Non c’è modo migliore per raccontare storie che ascoltare le storie altrui.
– Daphne Mandel

Qui, Mandel e Bertrand hanno visitato una fabbrica di salsa di soia che opera ancora utilizzando ceramiche centenarie, ma che ora si pubblicizza attivamente sui social. Le persone che si occupano dell’artigianato locale utilizzano metodi tradizionali per realizzare i distanziatori in cemento che sostengono il ponte Hong Kong-Zhuhai-Macau. La comunità culinaria locale sta integrando, nelle ricette più antiche, nuove tecniche per portare avanti l’eredità.

La preparazione per la ripresa perfetta

Per il documentario sono stati impiegati due anni, ma i giorni trascorsi sul posto sono stati meno di 30. Bertrand spiega che volevano che ogni ripresa fosse perfetta, quindi hanno ridotto al minimo l’uso di luci esterne e hanno fatto affidamento il più possibile su quelle naturali, il che ha lasciato il duo in balia delle condizioni atmosferiche.

Usare MyObservatory per le previsioni e Sun Seeker per predire il percorso del sole gli ha permesso di trovare le migliori location per le condizioni di luce più favorevoli.

Mandel e Bertrand hanno usato Sun Seeker - Tracker & Compass per individuare le condizioni di illuminazione migliori.

Consigli per il giorno delle riprese

Prima di partire, Mandel e Bertrand hanno deciso di filmare utilizzando una troupe ridotta e un’attrezzatura leggera, per cercare di disturbare il meno possibile le persone intervistate ed essere più flessibili.

Bertrand usava Monitor+ per trasformare il suo iPhone in un monitor portatile che controllasse anche l’esposizione e la messa a fuoco della sua telecamera in modalità wireless. Con Cadrage Director’s Viewfinder, ha generato anteprime dell’inquadratura sul suo iPhone per pianificare le riprese.

“Per chi produce film a livello professionale, l’iPhone è come un coltellino svizzero. Molte delle riprese del documentario sono state effettuate direttamente con questo strumento”, afferma Bertrand.

Aggiunge poi che iPhone 15 Pro può registrare film di qualità professionale in formato RAW o Log per un’elaborazione più semplice in post-produzione, e che è facilissimo da usare. Alcune app, come Blackmagic Camera, aiutano a produrre riprese con qualità cinematografica e a offrire controlli più precisi della fotocamera.

Con Monitor+, l’iPhone diventa un assistente alla regia per inquadratura e composizione durante le riprese esterne.

Post-produzione e musica

La post-produzione per il documentario è stata realizzata su Mac. Davinci Resolve ha aiutato con il color grading. La musica per il trailer è stata creata utilizzando percussioni e archi virtuali da GarageBand senza troppa elaborazione extra per mantenere una certa autenticità.

“Mio figlio, che segue un corso di produzione musicale e design del suono, mi ha aiutato a caricare la musica su Logic Pro per le rifiniture più precise, quindi è stato davvero un lavoro di famiglia!”, afferma Bertrand.

Dal passato al futuro

Alla domanda sui temi del film, il duo fa notare che non si tratta solo di volgere lo sguardo al passato, ma anche al futuro.

Il documentario racconta lo spirito di Hong Kong, descrivendo come la gente della città si adatta e persevera. Documenta anche le tradizioni locali ed esplora l’energia della popolazione del villaggio di fronte al cambiamento.

Mandel e Bertrand non hanno intenzione di fermarsi qui e sperano di documentare altri momenti della Hong Kong rurale attraverso video spaziali, per riportare il pubblico in un’epoca passata e fargliela rivivere in prima persona.