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Headspace dà un tocco di modernità alle tradizioni buddiste

Headspace: Meditation & Sleep

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La meditazione è spesso accompagnata da una serie di preconcetti. A parte la seduta a gambe incrociate e la ripetizione di suoni rilassanti, è stata l’onnipresente cascata d’acqua a spingere finalmente Andy Puddicombe e Rich Pierson ad abbattere questi stereotipi.

Con la loro app Headspace: Guided Meditation, hanno contribuito a diffondere le pratiche di meditazione tra le masse. Il tutto senza tradire le radici e il credo di Puddicombe, che è un monaco buddista.

Headspace è un’app di meditazione con una miriade di modi per mantenere la mente calma e consapevole.

“Imparare queste tecniche mi ha portato così tanti benefici che ho sentito di dover fare qualcosa per renderli più accessibili e smentire un po’ i luoghi comuni sulla meditazione”, ci racconta Puddicombe.

Tornato nel Regno Unito dopo 10 anni trascorsi in un monastero tibetano, le sue speranze hanno cominciato a prendere forma solo dopo l’incontro con Pierson nel 2010.

“Rich aveva idee molto più chiare delle mie”, spiega Puddicombe. “Durante il nostro primo incontro, cioè prima che ci mettessimo a lavorare insieme, lui ha detto che quest’app avrebbe dovuto essere la Nike+ della meditazione, e io non avevo idea di che cosa stesse parlando”.

“Non sapevo bene cosa fosse un’app. Avevano cominciato a diffondersi solo un paio di anni prima e io stavo ancora cercando di recuperare a livello tecnologico tutto quello che mi ero perso durante gli anni passati in monastero”.

La meditazione può essere praticata in diverse maniere: Headspace ti aiuta a trovare il modo ideale per rilassarti.

Puddicombe aveva già cominciato a lavorare a dei sistemi per scomporre i suoi 10 anni di studio in parti più alla portata di tutti e facilmente assimilabili. L’obiettivo dei due sviluppatori era adattare i benefici della meditazione allo stile di vita dell’utente moderno, evitando di cadere nei luoghi comuni sulla pratica.

Il primo passo? Sbarazzarsi delle cascate.

“Nel mio appartamento c’era una parete dove abbiamo appeso tutte le immagini legate alla meditazione e alla mindfulness che siamo riusciti a trovare. Si trattava perlopiù di guru e cascate”, spiega Pierson. “A destra avevamo solo una grande tela bianca: era molto emozionante”.

Non si tratta solo di sedersi, mantenere la posizione e chiudere gli occhi: ci sono anche esercizi di meditazione più incentrati sull’aspetto fisico.

Colma degli insegnamenti di Puddicombe e incentrata su meditazioni confezionate per le esigenze dei suoi utenti, Headspace è un’app che ti insegnerà a respirare, concentrarti e rilassarti. Ti aiuterà a sgomberare la mente e a trovare chiarezza e determinazione nei tuoi pensieri e nelle tu azioni.

Soprattutto, lo farà in un modo adatto a te, che rispecchi i tuoi bisogni e che possa funzionare nel mondo moderno.

“La meditazione è una pratica universale e senza tempo: tutto sta nel modo in cui la si presenta”, spiega Puddicombe. “La mia più grande responsabilità era di assicurarmi che le tecniche mostrate rimanessero autentiche e fedeli ai principi che ne stanno alla base”.

“Si tratta di una parte importante del nostro vivere, che ha continuato ad evolversi a seconda degli spazi e delle epoche che ha attraversato. Considero anche questo un ulteriore passo avanti. Ora la si vede più semplicemente come una tecnica da imparare. Perché non dovremmo prenderci cura della nostra salute mentale come facciamo con quella fisica?”

Scivola dolcemente tra le braccia di Morfeo con le selezioni Sleepcasts di Headspace.

“Quando abbiamo cominciato a lavorare su quest’app, sono andato a trovare uno dei miei maestri. Un lama tibetano”, aggiunge Puddicombe. “Non sapeva di cosa stessi parlando quando gli ho spiegato che stavamo lavorando allo sviluppo di un’app. Mi ha guardato nervoso, come per dire di che si tratta, come funzionerà?”.

“Ora è contentissimo. Non riesce a credere che l’app abbia raggiunto così tanti milioni di persone”.

“Sapere che i miei maestri approvano il modo in cui presento la meditazione è rassicurante. Uno di loro viaggia in tutto il mondo per partecipare a ritiri e scherza sul fatto che ogni volta che si presenta da qualche parte tutti parlano di Headspace”.

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