INCONTRA LO SVILUPPATORE

Roland Horváth

Il ragazzino ungherese autodidatta che ha creato app di successo

Se qualcuno ti chiede di pensare a una cosa qualsiasi eccetto che a un elefante viola, siamo sicuri che la prima immagine che ti si formerà in testa sarà proprio questo buffo pachiderma. Così, se usi un’app che si chiama Try Not to Smile, sai già cosa starai facendo tra qualche secondo.

L’idea è di Roland Horváth, uno sviluppatore ungherese di diciassette anni. Come funziona? Appena lanciata, l’app avvia un timer e ti vengono mostrati video buffi nel tentativo (di solito riuscito) di farti ridere. Il timer si interrompe non appena inizi a ridacchiare, sogghignare o sbellicarti dalle risate. A quel punto potrai condividere una GIF che ti ritrae mentre cerchi di trattenerti, cosa che spesso è perfino più divertente del video che ti avrà fatto cedere.

“Prendo i problemi di ogni giorno come punto di partenza”, dice Horváth, “e cerco di realizzare app che possano essere utili”.

Come molti giovani, Horváth è cresciuto a pane e videogiochi. A differenza di molti altri, però, ha iniziato a chiedersi come ricrearli. All’età di dodici anni si è avvicinato alla programmazione e alle app per dispositivi mobili. Ha divorato video tutorial, letto numerose discussioni sui forum online e imparato da autodidatta a scrivere righe di codice utilizzando Swift e Unity.

“Sono convinto che chiunque possa imparare a fare qualsiasi cosa”, aggiunge. “Gli strumenti sono a disposizione di tutti.”

I rendering disegnati a mano di Try Not to Smile.

Horváth ha già pubblicato diverse app, tra cui una arrivata in cima alle classifiche. Il suo approccio? “Prendo i problemi di ogni giorno come punto di partenza e cerco di realizzare app che possano essere utili”.

Il ragazzo prodigio ha portato a termine il suo primo grande progetto nel 2016: un’app educativa chiamata Show Me! (Mutasd!), che insegna la lingua dei segni in modo divertente e intuitivo.

Provare a non sorridere è il modo più rapido per farsi scappare un sorriso.

“Era demoralizzante notare come esistessero app per imparare tutte le lingue, mentre il linguaggio dei segni non era stato neanche preso in considerazione”, spiega Horváth. “Eppure la maggior parte delle persone non lo conosce abbastanza da poter intrattenere una conversazione di base”.

Nel 2017, l’ungherese ha escogitato la soluzione a un altro problema molto comune: riuscire a schiacciare un pisolino sui mezzi pubblici senza perdere la fermata alla quale si deve scendere. Transitnap!, come una sveglia, inizia a suonare quando sei quasi a destinazione.

Adesso i bambini possono imparare la lingua dei segni in modo semplice.
La maggior parte delle persone non conosce il linguaggio dei segni abbastanza da poter intrattenere una conversazione di base.

Quest’anno, dopo aver conseguito la seconda borsa di studio Apple in tre anni, Horváth è andato in California per partecipare alla Worldwide Developers Conference di San Jose.

“È davvero importante affidarsi alle proprie visioni e intuizioni, per poter realizzare i sogni a cui si tiene di più. Progettare un’app richiede molto tempo e lavoro, ma alla fine ogni secondo vale la pena!”

    Try Not to Smile

    Intrattenimento

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    Show Me! (Mutasd!)

    Istruzione

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    Transitnap!

    Utility

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